L’arbitro: scarpe chiodate, cervello fino

C’è un film che ho voglia di consigliare: L’arbitro.

E’ un piccolo grande film, mi sento di dire. Piccolo perchè la storia, ambientata in Sardegna, ha pochi personaggi, pochi paesaggi e un tema, il calcio. Grande perchè riesce ad ironizzare con eleganza sul mondo del calcio.

La locandina del film L'arbitro di Paolo Zucca

La locandina del film L’arbitro di Paolo Zucca

E’ un film in bianco e nero, con molta cura dell’inquadratura e delle luci, e con passaggi molto enfatizzati ma mai a caso e soprattutto senza nessun compiacimento. L’enfasi è quella che vediamo su Sky quando fanno la pubblicità delle prossime Champions League, quella degli allenatori quando parlano di come si è giocata la partita, dei presidenti delle squadre quando raccontano l’acquisto o la vendita miliardaria di un giocatore. Solo che qui si enfatizzano i visi bruciati dal sole e dal secco dell’interno della Sardegna, i difetti e le storture fisiche. E soprattutto si enfatizza quanto quell’altra enfasi sia eccessiva, falsa e “ridiòla” come si dice a Livorno (dove per un certo periodo il giocatore di punta era un certo Mascella)…

E poi si ride un sacco, nel film. E gli attori recitano. Non in quel modo ingessato che c’è per esempio anche ne L’intrepido, quel modo che non assomiglia per niente a come parla, gesticola, si muove la gente normale. Sia quelli che non sono attori e recitano sè stessi, che quelli che sono attori e recitano per lavoro.

Insomma, bravo Paolo Zucca!

About these ads

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s