Che maiale! Da Milano alle Bahamas.

Ricordate la campagna pubblicitaria promossa dalla Regione Lombardia che ci insegna che l’agricoltura può cambiare faccia alla nostra vita, in cui molti testimonial hanno il viso coperto da una foto di un animale, un alimento, una pianta…? E in particolare c’era il soggetto con la foto di un bel maiale. E il testo  iniziava dicendo “ti fa mangiare sano”: ecco un punto su cui da sempre molti hanno da ridire (sì, il messaggio parlava di agricoltura, ma qui il maiale era comunque il vero protagonista).

Il volto... della campagna della Regione Lombardia.

Il volto… della campagna della Regione Lombardia.

Da sempre ci sono due partiti: quello pro e quello contro il maiale (frase che indurrà di sicuro molti salaci commenti sui politici italiani, anche eventualmente decaduti). A Milano nel passato il porco era partito assolutamente in pole position, non solo per la bontà delle sue carni e derivati ma anche per una storia assai nota: in via S. Antonio a Milano, nei pressi dell’Università Statale, ha sede fin dal Medioevo l’omonimo convento con annesso un ospedale ove si curava il fuoco di S. Antonio, morbo che è una derivazione dell’herpes. L’efficace terapia qui praticata era a base di un unguento realizzato col grasso di maiale: nella via in cui ancora oggi sorge la chiesa  intitolata a quel santo, pascolavano spesso i maiali, allevati allora come animali domestici, anzi,  considerati sacri! Da allora  Sant’Antonio è rappresentato nell’iconografia tradizionale accompagnato da un maiale e il nome del morbo ha tratto origine da questa vicenda e questi luoghi. In altre parole, il porco si era rivelato un animale benefico per la salute umana.

A Milano nel Medioevo il maiale era un benefico amico dell'uomo...

A Milano nel Medioevo il maiale era un benefico amico dell’uomo…

Eppure molto diversamente la pensano quelli del “partito contro” tra cui coloro che consigliano l’astensione dal consumo di carne di maiale e dei suoi derivati (strutto, grassi e sangue animali). È più che noto che fin dall’antichità le popolazioni di fede ebraica e musulmana proibiscano l’uso della carne suina, considerata impura: oltre a questioni di credo, si teme fin da tempi più remoti, che si possano ingerire le tossine suine… senza parlare del fatto che la carne di maiale è soggetta a parassitosi e a contaminazioni batteriche durante la macellazione… Ma l’altro partito, quello del pro-porco, promuove invece la scelta della carne bianca di maiale: si dice che sia leggera e digeribile, poco grassa (non mi riferisco a insaccati o derivati come il sanguinaccio). Su un articolo apparso tempo fa su Wired, si raccontava che nei tempi più recenti la carne di maiale abbia meno colesterolo, sia più nutriente e il contenuto di grassi si sia ridotto nel 57,5% nella lonza e del 15,2% nella salsiccia, merito soprattutto della diversa alimentazione di questi animali.

I leggendari salami disegnati dal mitico Jacovitti

I leggendari salami disegnati dal mitico Jacovitti

Eppure è bipartisan anche la simbologia legata al porcello, che peraltro, povera bestia, ne è del tutto ignaro. Da una parte rappresenta la voracità, la lussuria e l’ingordigia, in generale l’istitualità, forse perché impuro per definizione, dato che si rotola placidamente nel fango e nei propri escrementi porco fa rima con sporco!). Certo che il lessico comune non risparmia epiteti ispirati al povero porco… che in un attimo viene accostato alle peggiori nefandezze umane e sessuali, ancor più se alla sua signora si associa la moralità di una persona di sesso femminile.

Pig Selfie

Pig Selfie

A difesa della rosea bestiola viene da ricordare che nell’oroscopo cinese il Maiale (equivalente allo Scorpione) viene considerato coraggioso, cavalleresco, gentile con gli altri, affidabile, paziente, onesto… Anche le favole parlano sempre e volentieri di maiali, dal Guardiano dei Porci di Andersen, ai mitici tre porcellini che rappresentano simbolicamente il bimbo che cresce e che si evolve attraverso più stadi ed esperienze negative per raggiungere la maturità.

I divertenti tre procellini Disneyani

I divertenti tre porcellini Disneyani

È che dire de La fattoria degli animali di Orwell che mi ha ricordato ieri sera Ciabattinasx, romanzo allegorico del totalitarismo sovietico staliniano in cui i maiali prendono il controllo della fattoria diventando similissimi all’uomo anche nell’aspetto… Memorabile il comandamento da loro proclamato “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”! E molti bambini ricorderanno il film Babe, maialino coraggioso in cui l’intelligente porcello trova il modo per rendersi utile in fattoria e scampare al destino della macellazione, ovvero diventando porco-pastore (sostituendo il cane-pastore) delle pecore.

Babe il maialino coraggioso

Babe il maialino coraggioso

Poi c’è il fantastico cartone del maiale “sfigato” che ha fatto il giro del web…

Io poi sono da sempre un fan esaltata di Miss Piggy, personaggio dei Muppets che a parer mio ha reso il maiale una vera superstar. I video sono infiniti, ma questo in cui Miss Piggy fa la svenevole con Rudolf Nureyev è tra i più spassosi

Ma se il partito antiporco avesse il sopravvento e il maiale non fosse più oggetto di grandi allevamenti? Francamente non gliene importerebbe molto. Perché si è sparsa la notizia (io l’ho trovata sull’Huffington Post) che alcuni di loro abbiano trovato un vero paradiso: nella disabitata Pig Beach, in origine Big Mayor Cay, nelle splendide Bahamas, vivono felicemente una ventina di maialini selvatici, che non sguazzano nello sporco ma in una delle più limpide, azzurre acque del creato.

Stile libero nella Pig Beach

Stile libero nella Pig Beach

Con una location così da sogno, scatteranno presto le prenotazioni da parte di altri suini… Ma come mai abitano lì? Pare siano approdati all’isola perché alcuni marinai li avevano sbarcati pensando di tornare e organizzare “con loro” un banchetto indimenticabile. Forse un remake in chiave moderna del più famoso sbarco nella Baia dei Porci.

Il maialino si fa marino

Il maialino si fa marino

 

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