Sandali con plateau e sandali bassi: io scelgo tutti e due!

Avevo pensato di intitolare questo post “Sandali!”, in onore delle Ciabattine! che hanno dato vita a questo blog. Ma poi mi son detta: e il SEO? Se il mio post poi su Google non si trova?

Stasera a Milano piove, e stamattina quando sono uscita non prometteva niente di buono. La temperatura ha rinfrescato, con la piacevolezza che ne consegue. E io che sabato mi sono comprata i sandali. E non li ho ancora potuti mettere.

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Grande storia, direte voi. E invece sì, perché erano tre anni che non compravo, e non mettevo, i sandali. E non per scelta. Mi stavo curando l’alluce valgo, con due correttori che lavoravano silenziosamente e in modo indolore, ma con l’effetto collaterale di dover tenere sempre le scarpe chiuse, per nasconderne la triste antiesteticità. E come tutte le cose che non si possono avere, i sandali sono diventati un miraggio. Non è solo una questione di caldo. E’ quel piacere sottile che dà muovere le dita dei piedi senza che trovino un ostacolo. E’ quel senso di approfittiamone perché l’estate e le vacanze sono corte. E’ quell’aria mediterranea.

E poi ci sono le unghie dei piedi laccate. Mi piace il rituale, la preparazione, il tempo pigro dell’attesa, lo smalto che si asciuga, i due o tre passaggi, le rifiniture.

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Sono andata sabato, a comprare i sandali. Avevo fatto delle ricognizioni nelle vetrine, e deciso che avrei preso dei sandali con il plateau. Sono piccola e un piccolo rialzo non mi può fare certo male. Mi piacciono le gonne e i vestiti e, come vi dicevo la settimana scorsa, dovendo ristudiare le combinazioni mi son detta magari il plateau è il tocco che risolve.

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Ma poi, sarà stato il lungo digiuno, sarà stato che pur camminando agilmente nel negozio non riuscivo ad immaginarmi mentre scendevo le scale della stazione del passante, sarà stato che mentre aspettavo che mi portassero i plateau della mia misura mi guardavo intorno, ne ho preso anche un altro paio. Questi assai più comodi e quotidiani, ma anche grintosi e quasi biker.

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Non ho fatto in tempo ad uscire dal negozio fiera dei miei acquisti che il preannunciato maltempo è arrivato.

Dovendo aspettare fino a mercoledì, forse addirittura giovedì, per fare sfoggio di queste meraviglie, vi dirò come li porterei: i plateau con una pencil skirt e una maglietta a righe (non mi dite che non l’avete ancora comprata, non ci credo), ma anche con un vestitino a fiori corto e tagliato stile impero, magari anche con i jeans stretti (non skinny, siamo signore, non ragazze!) e la giacca dello smoking. E i biker con una gonna lunga nera e una t-shirt bianca, con stilosa semplicità.

Intanto che la pioggia risuona sul selciato e gocciola lungo le grondaie, facciamo correre la fantasia!

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