Rifkin il rivoluzionario e Lemaitre l’incantatore: al Festival della letteratura di Mantova

Vi ricordate quante volte vi ho detto che sono una donna fortunata?

Ebbene ve lo confermo ancora una volta. Certo quelli che mi hanno seguito su Twitter come #AnnainLa e #readerguestastelleestrisce hanno sentito della decisione di abbandonarmi da parte del mio portafoglio (voci dicono la decisione sia stata presa quando ne ho comprato uno nuovo, con la chiarissima intenzione di mandarlo in pensione), che mi ha fatto ritenere non proprio baciata dalla dea bendata.

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Ma ieri ero a Mantova, era una bella giornata di sole con un venticello gentile che accarezzava e toglieva l’umidità che di solito affligge la città, c’era il Festival con la sua celebrazione dei libri, c’ero io per lavoro e per piacere, c’erano amici e conoscenti in cui mi imbattevo con grande gioia e senza fatica, c’erano tanti incontri, c’era tanta gente. Era bellissimo, sì.

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E mi sono concessa un festival “laterale”. Non mi sono affannata da un incontro all’altro. Ho passeggiato guardando la gente. Ho sbirciato i luoghi degli incontri. Ho ascoltato dei ragazzi spagnoli che facevano musica in piazza. Come un flaneur. Come una che non ha niente da fare.

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E poi sono stata seduta davanti a Pierre Lemaitre, intervistato prima da Alessandra Tedesco per Radio 24, poi da Patrizia La Daga de Le ultime 20, e poi da Claudia Priano di Libredine. Di Lemaitre e del bellissimo “Ci rivedremo lassù” vi avevo già parlato.

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Ma ascoltare Lemaitre parlare è un incanto. Anche ascoltarlo divagare. A un certo punto ha raccontato che in autunno avrebbe fatto un tour di promozione del libro in Germania, e che il tour consisteva di una serie di incontri in cui lui avrebbe letto dei brani del suo libro in francese, e successivamente un tedesco avrebbe letto gli stessi brani in traduzione. Sembrava bizzarro che le persone volessero ascoltare qualcosa in una lingua di cui non capivano nulla, e aspettassero pazientemente il momento in cui avrebbero ascoltato per capire. Ma poi sua moglie (Pascaline, quale nome più chic e francese!?) gli aveva raccontato di essere andata ad un incontro simile, in cui un giapponese leggeva il suo testo, e di avere ascoltato la lettura come si ascolta la musica, cercando di cogliere i mutamenti della voce, le intonazioni, il ritmo e i cambiamenti di ritmo, e di aver poi cercato la corrispondenza, di quelle variazioni di suoni, nella lettura in francese. E lo ha raccontato come un’esperienza bellissima… dunque partiva felice per il tour in Germania, il nostro Pierre!

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E poi sono stata seduta davani a Jeremy Rifkin, per la seconda volta in pochi giorni: ad ascoltare “La società a costo marginale zero”. Vi ricordate quando vi ho parlato di Morozov, quello di “Internet non salverà il mondo”? Beh, pare che non proprio Internet ma la rivoluzione digitale salverà il mondo. O meglio se riusciremo a far convergere le rivoluzioni digitali in corso (quella dell’energia, quella dei trasporti, quella della comunicazione) prima di distruggere il pianeta, e se riusciremo a fare spazio alle condivisioni, ai creative commons, le cooperative, l’utilizzo delle cose invece che il loro possesso, allora avremo fatto la terza rivoluzione industriale e ci troveremo in un mondo nuovo, chissà, magari migliore. Gli esempi dei cambiamenti già in corso Rifkin li elenca rapidamente, come se fossero ovvi e alcuni anche le sono. Questo blog,senza andar lontano, è un pezzo di quella rivoluzione.

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E quello che resta è la sensazione di qualcuno che riesce a guardare dall’alto non per giudicare ma per capire, e che quello che capisce lo vuole assolutamente condividere e far sapere a quante più persone possibile perché è importante, necessario, anche un po’ urgente. Se tutti i settantenni fossero lungimiranti e generosi come Rifkin… saremmo a cavallo!

Ecco, questa è stata la mia Mantova. Nella dolcezza della sera settembrina, sono tornata a Milano. Arricchita, ancora una volta, da tutto quello che i libri ci sanno dare; e riscaldata dalle tante e diverse vicinanze delle persone conosciute grazie ai libri, e al poterli condividere sui social network.

Non potendovi dire buon sabato, vi dico buona settimana!

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2 thoughts on “Rifkin il rivoluzionario e Lemaitre l’incantatore: al Festival della letteratura di Mantova

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