#TreQuarti14: il festival in cui sono i lettori che presentano i libri

10007327_10152505869687632_3723851306928984066_o La vostra ciabattinasx fortunata è di nuovo qua a raccontarvi le sue fortune.

Questa volta sotto forma di un piccolo festival,Tre Quarti di Weekend, che è ancora in corso a Pavia. Io ci sono stata ieri ed è stato molto bello e per questo ve lo racconto. E’ stato ideato da Critica Letteraria, che è un blog di libri, serio come suggerisce il nome, competente e attento.  Attento ai libri che hanno successo. Attento ai libri che passando inosservati. Attento ai libri che ci sono sempre stati, quelli “di catalogo”, di cui facilmente ci si dimentica nell’affollamento di quelli nuovi. E attento ai giovani autori, a cui questo festival è dedicato. Anche se in realtà, e questo è quello che a me è piaciuto tanto, il festival celebra i lettori.

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Sul rapporto tra il libro, l’autore e i suoi lettori molto si è scritto e molto si è discusso. Ma resta certo che senza lettore il libro non esiste, e che ogni lettore mette dentro il libro che sta leggendo molto di sé, e se trova l’occasione per raccontarlo all’autore, l’autore se ne arricchisce, e a volte se ne stupisce.

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L’ho visto succedere ieri, mentre Laura Ingallinella, con piglio dolce e deciso, raccontava il suo libro ad Alessandro De Roma, e per suo libro intendo il libro di Alessandro De Roma, La mia maledizione. C’era una luce, nel modo in cui Alessandro guardava Laura, proprio di stupore e anche di piacere, come dire non sapevo di averci messo tutto questo, dentro il mio libro.

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L’ho visto succedere anche con Gloria Ghioni che aveva letto Quella vita che ci manca di Valentina D’Urbano, e  si meravigliavano, Gloria e Valentina, di aver pianto sulle stesse pagine, di amare e detestare gli stessi personaggi, come farebbero due conoscenti che scoprono di aver amato lo stesso libro per le stesse ragioni.

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E in modo diverso l’ho visto succedere sempre con Gloria Ghioni, che questa volta raccontava ad Annarita Briganti la sua lettura di Non chiedermi come sei nata. E Annarita, che è una combattente e, alla sua 46° presentazione del libro, “rotta ad ogni esperienza”, ascoltava un po’ rapita un po’ trasognata: c’era qualcuno, allora, oh sì, c’era qualcuno che aveva capito da che bisogno profondo ma anche da che scelta precisa nasceva quel libro.

Io non ne ho letto nessuno, di quei libri, e quindi per il momento non posso aggiungere nulla.

E certo non tutti i lettori e le lettrici sono così accurati e così profondi come il gruppo di Critica Letteraria e Tazzina di e Sara Bauducco. Ma l’idea di partire dal punto di vista dei lettori l’ho trovata bella e sensibile e delicata. E il clima del festival era fresco e gentile. La prosopopea, la presunta superiorità di chi legge, l’intellettualismo, non erano stati invitati e non si sono presentati. La serietà, l’entusiasmo, la determinazione, la competenza, la bravura, la dolcezza e l’affettività c’erano, in spades!

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E quindi complimenti e grazie a tutti quelli che mi hanno accolto e reso partecipe di TreQuarti, il festival che invece è proprio intero, e integro!

 

 

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