Bookcity vs Salone del Mobile. Che la sfida cominci!

Ecco erreerrearchitetto che onora il suo impegno e risponde pubblicamente a ciabattinasx sui due eventi, Bookcity e Salone del Mobile (e soprattutto Fuorisalone), di cui milanesi discutono animatamente. Gli lascio la parola!

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images-2“Come forse avete appreso dall’intervento della ciabattinasx su Bookcity 2014, mi sono chiesto se, dopo la sbornia di eventi e presentazioni di libri che ha interessato Milano per ben 4 giorni, dal 13 al 16 novembre, le nostre librerie disseminate per la città vendono realmente più libri.

La mia coblogger non mi sa rispondere, gli editori non diramano cifre e mi ha lanciato questo amaro e arduo compito di fare un bilancio di questo evento, rapportandolo a quello simile, seppur con diversi distinguo, del Salone e del Fuorisalone del Mobile!

La mia formazione politecnica mi impone di partire dalle realtà, dai fatti e dai numeri.

Per Bookcity 2014 sappiamo che durante la maratona di 4 giorni si sono svolti più di 1000 eventi (ne ho contati personalmente ca. 1020) di presentazioni di libri e pubblicazioni, con la partecipazione di esponenti della cultura di varia natura e genere (giornalisti, attori, illustratori, filosofi, sociologi ecc.). Sono state coinvolte innumerevoli location sparse per tutta la città che hanno visto una partecipazione di 130.000 persone, tanto da far valere a Milano il titolo di città del libro.

images-3Per il Salone e per il Fuorisalone del Mobile – Milano design week, in 6 giorni, dall’8 al 13 aprile, si sono svolti 986 eventi, molti dei quali in spazi privati, show-room e negozi disseminati in 12 distretti di produzione e vendita del made in Italy in salsa milanese.

images-4Cominciamo col far rilevare che essendo la prima manifestazione promossa dal Comune di Milano e voluta fortemente dall’attuale Giunta civica, si svolge in gran parte in location pubbliche, oltre che nelle librerie; concentra un gran numero di appuntamenti in 4 giorni e ha un respiro per il momento nazionale. Il Fuorisalone invece è un evento che prende le mosse quasi in maniera spontanea nei lontani anni ’80, come momento spontaneo di aggregazione degli addetti ai lavori che si incontrano a margine del salone fieristico. Solo col 1991 la rivista Interni lo “istituzionalizza” come rete di show-room in città, avendo come palcoscenico l’intera città. Il successo della manifestazione nel corso dell’ultimo scorcio di secolo e all’inizio del nuovo millennio coinvolge l’intero centro storico e alcuni distretti culturali, rinati a nuova vita dopo la rifunzionalizzazione di alcune aree dismesse (a iniziare dalla zona intorno a Via Tortona o di alcune aree di Lambrate). Oggi si è imposto come un appuntamento a cui non ci si può sottrarre, anche perché le strade della città sono invase di connazionali e di stranieri interessati alle nuove tendenze.

images-5Questa breve presentazione e confronto tra i due eventi culturali, mi permette a sua volta di introdurre una domanda più analitica sulla natura della “festa dei libri”.

Sappiamo bene ormai cos’è il Fuorisalone, anche se nel corso dei tempo ha preso derive diverse, per alcuni tratti anche un po’ da “Milano da bere” (troppi aperitivi, festini, eccessi consumistici che poco hanno a che fare con i processi della creatività). Ma di contro, cos’è Bookcity?

Domanda ardua che produrrà una serie di riflessioni sicuramente non risolutive, vista anche la giovane età della creatura. E’ un’alternativa al Salone Internazionale del Libro di Torino? Se fosse così è l’ennesima prova che nel nostro paese non si è più capaci di fare sistema, pensando solo al proprio campanile, un po’ come è avvenuto a Roma quando si è pensato di creare un altro Festival Internazionale del Film, in antitesi alla Mostra del Cinema di Venezia.

zoom_mostra-internazionale-cinema-venezia--638x366Da più parti ho sentito dire: “sicuramente il grande afflusso di pubblico ne ha decretato successo e dignità” poiché comunque sia è una festa ben riuscita, anche se non sempre ben organizzata. Ma, a me, è parsa la festa degli editori più che delle librerie. Ai posteri l’ardua sentenza!”

Ed ora la parola a voi amici e lettori…

Buon sabato!

 

 

 

 

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