Quel che resta della festa della donna

festa-della-donna-mimose-1Sono passati tre giorni e nessuno se la ricorda più, la festa della donna. Siamo già proiettati sulla festa del papà. Poi quella del libro. Quella della mamma. La Pasqua. Il 25 aprile. Il 1 maggio.

Vi ricordate la canzone di Lucio Dalla, L’anno che verrà, in cui diceva “sarà tre volte Natale, e festa tutto l’anno”… preveggente?

Però non volevo parlare di feste in generale, ma della festa della donna. Non se ne è parlato abbastanza? Mi ci devo mettere anch’io?

Beh si. Perché sono un po’ frastornata. Non avete idea, o forse sì, di quanti commenti siano stati messi in rete… e fuori dalla rete. La festa della donna è una di quelle cose di cui tutti parlano perchè tutti ne parlano. Ho perso un’occasione per tacere, allora? Forse. Ma come sempre, in stile ciabattine, mi piace trovare quello che mi piace, in questa festa.

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Mi piace il giallo delle mimose e mi piace che le mimose siano diventate più ricche e famose grazie alla festa della donna. Fioriscono presto, appassiscono presto, sono un po’ gracili, hanno giusto questo colore squillante per farsi strada nel mondo.

Mi piace che Wired.it abbia scritto come è nata, la festa della donna, mostrando così come tutte le cose, anche le più consolidate, hanno origini umili e complicate.

Mi piace che Anna Turcato, consulente di immagine, abbia scritto di questo tema con garbo e delicatezza, raccontando le donne che incontra e il loro modo complicato ma pieno di stare al mondo. Mi piace che ne abbia scritto Alessandra Appiano, lei invece abbastanza arrabbiata e determinata a fare le necessarie pulizie di pasqua sulla caciara che impera sul tema della donna. Mi piace che nella mia casella di posta l’Huffington Post abbia messo, tra le tante cose, delle splendide immagini di donne al lavoro. Mi piace aver letto, stamattina, il tweet di un mio nuovo follower Paolo Cirica: “Auguri. Cosa mangiamo a pranzo? Mi hai stirato la camicia?”: questa la realtà. Purtroppo parecchio diversa da quella che appare sui social.

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Insomma quello che mi piace, come sempre, della rete, è che ci sono tante voci, e che ogni voce corrisponde a una persona con i suoi gusti e le sue opinioni, e che la rete gli dà la possibilità di raccontare quell’opinione e quei gusti.

Quanto alle donne, mi piace che ci siano, che siano tante e che io sia una di loro!

Buona giornata!

 

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