Cose belle che succedono a Milano: meraviglie di carta e foto che dimostrano che senza Photoshop è meglio

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Questa è la prima location dove le ciabattine si sono trovate per una serata molto milanese, di vernissage in vernissage, allenandosi a stare sui tacchi, mangiare pochissimo e far durare moltissimo un quarto di bicchiere di vino, in vista del Salone del mobile con Fuori salone del prossimo aprile.

Lo spazio è quello della Galvanotecnica Bugatti, una bella struttura dei primi del 900 che ha ospitato il fotografo Fabrizio Ferri, le prove di ballo di Alessandra Ferri, esposizioni di design del Salone del Mobile, showroom di moda… e ora è location di eventi vari ed eventuali. L’esposizione era della società francese Arjowiggins (eh sì, il nome suona proprio francese!) che fa carta e cartotecnica. Una bella mostra, anche se non troppo sorprendente per quelli come me e la ciabattinadx, che lavoriamo nel settore da anni.

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Quello che mi piace sempre osservare in queste situazioni è la gente che mi circonda. Sarà che lavoro fuori Milano, sarà che lavoro nei libri, ma quando vado agli eventi più o meno artistici sono sempre affascinata dall’emergere e farsi vedere alla mia vista di una Milano che io non so. Come se ci fossero tante Milano, che si incrociano solo occasionalmente e che sono definite da un loro codice di abbigliamento e di comportamento. Ieri c’era una certa eleganza, soprattutto maschile, completi e giacche e cravatte appena un po’ più decontracté di quelli della finanza. E anche tra le signore prevaleva il rigore professionale. Da immaginarsi un mondo di creatività rigorosa, se non vi sembra una categoria troppo ossimora… di cui mi sembrano buoni esempi gli inviti che vi ho fotografato (con la consueta perizia!) sopra.

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Il secondo vernissage era in realtà un post vernissage, perché quando finalmente, dopo numerose chiacchiere e incontri e soste e saluti e promesse di rivedersi presto e appuntamenti perché le promesse non restino lettera morta, quando finalmente le due ciabattine hanno raggiunto l’altro vernissage all’altro capo della città, alla Galleria Marco Rossi di Corso Venezia, le luci erano già state spente. Ma dato che la ciabattinasx è una donna fortunata, come sanno i milioni di lettori (o sono già miliardi?) che frequentano questo blog, e conosceva la ragazza che gestisce la galleria, le nostre due eroine hanno potuto godere di una visita guidata e privata tra le fantastiche foto di Rune Guneriussen. Le ho definite fantastiche non solo nel senso comune della parola ma anche nel suo senso letterale, perchè tutte le foto di Rune sono vere: estate o inverno, tra i boschi infiniti della Norvegia, Rune costruisce un set che rappresenta con grande poesia l’interazione e il dialogo tra l’uomo e la natura, e poi aspetta pazientemente che le luci siano giuste, che tutto sia come deve essere. E quando la foto è fatta non ha certo bisogno di Photoshop per diventare quello che non è… mi ha ricordato le storie che si raccontano del grande Ansel Adams e perché certe foto sono delle opere d’arte. Devo ringraziare Serena per averci accolto nonostante il tempo scaduto, e per averci raccontato qualcosa di bello ed evocativo.

Ecco, Milano è tutte queste cose belle. E, Expo2015 o non Expo2015, la ciabattinasx è felice di abitarci!

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