Leggere con calma: basta un ponte per cambiare passo. A Milano e dintorni

Il bello delle vacanze, o dei ponti, è che si fa tutto con calma.

Hai scoperto l’acqua calda, direte voi, e non avete torto. Ma mentre si è molto consapevoli della differenza tra fare colazione in fretta e farla con calma, tra il passare la giornata correndo da un posto all’altro al trascorrerla con tranquillità, di minuto in minuto quasi, si è meno consapevoli della differenza tra leggere e leggere con calma. Eh ma tu leggi per lavoro, non conta, mi risponderete adesso. E sì è vero che leggo per lavoro, ma leggo anche per piacere, altrimenti i consigli della milanese sui libri mica li avreste…

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E così questo lungo week-end ho letto con calma. Non nei ritagli di tempo, non mentre aspetto il treno o l’autobus, non guardando l’orologio che dovrei spegnere la luce ma voglio finire il capitolo, ecc ecc. Ho letto sdraiata comodamente sul divano. Ho letto su una panchina in un parco. Ho letto a letto senza guardare l’orologio. Ho letto sul terrazzino (qui la sedia non è granché comoda nonostante il cuscino, e con il sole l’iPad diventa inutilizzabile)… Ed era un modo diverso di leggere, ve lo assicuro. Assaporando ogni pagina. Tornando indietro se mi ero distratta a metà discorso. Interrompendomi se volevo seguire un pensiero. E mi è piaciuto un sacco.

Che cosa ho letto?

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La vita sessuale dei nostri antenati, di Bianca Pitzorno, di cui vi parlerò più avanti. 10.04: A novel di Ben Lerner, un romanzo americano di cui avevo visto una recensione sul Guardian o sul New York Times e che mi aveva ispirato al punto da comprarmi l’ebook. Il fiume ti porta via di Giuliano Pasini, un giallo di cui conosco il protagonista, il commissario Roberto Serra, dal libro precedente, e mi è simpatico e mi andava di scoprire anche la sua vita privata, come si evolveva. Questi ultimi due non li ho finiti e quindi anche in questo caso non ve ne parlo.

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Che cosa hai scritto a fare, allora, mi potreste dire (o mi dice quella vocina polemica che sta dentro di me ma attribuisco ad un altro immaginario)?

Beh, perché qui parliamo del piacere della lettura, che sussiste anche quando il libro non è fantastico. E’ proprio il mettersi comodi ed entrare in un mondo creato per noi (perché gli scrittori scrivono per i lettori, e ogni lettore può pensare che quel libro è stato scritto apposta per lui, anzi qualche volta ne è proprio sicuro), un mondo sconosciuto dove non sappiamo cosa troveremo… oppure quando il libro l’abbiamo cominciato, è il mettersi comodi ed entrare in un mondo che abbiamo scoperto e di cui vogliamo sapere di più!

Quindi buona mezza settimana e buona lettura!

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2 thoughts on “Leggere con calma: basta un ponte per cambiare passo. A Milano e dintorni

  1. Spunti gustosi da assaporare con calma… un bel post per “chi legge per lavoro”, e siamo in tanti credo! insegnanti, avvocati, universitari… passiamo il tempo a leggere per lavoro e sembra difficile trovare il tempo di leggere per piacere! Sono pronta alla prossima vacanza! HiddenHipster

  2. Per me è stato un piacere ritrovato quando i bambini sono un po’ cresciuti, perché con loro piccoli anche i ponti non potevano nulla. E invece adesso che gioia allungare le gambe sul divano e lasciarsi andare alle letture pigre, magari con loro che sfogliano i loro libri <3

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