A proposito di premio Strega, donne scrittrici e cose che succedono solo nel paese delle suffragette. Un articolo un po’ femminista

Ho dovuto fare un titolo un po’ strano perché quello che scriverò è fatto di collegamenti tutti miei e non tanto evidenti.

Cominciamo da qui: la milanese sui libri è una donna fortunata. Ha la fortuna di lavorare con i libri, e di avere degli amici e dei conoscenti su Facebook che scrivono cose intelligenti. Così scorrendo la mia timeline di Facebook l’altro giorno ho trovato un interessante commento a proposito del premio Strega: nella cinquina c’è una sola donna, Elena Ferrante, che non siamo neanche sicuri che sia una donna. Era un commento lasciato lì aperto, come il famoso “meditate, gente, meditate” di Arboriana memoria.

Schermata 2015-06-12 alle 10.52.37E ho meditato. E siccome tra le mie fortune c’è quella di sapere bene l’inglese (che lo so, non è una fortuna ma il frutto di tanto studio, ma facciamo finta che), sono abbonata a The Guardian versione per iPad, che secondo me è uno dei giornali più interessanti del mondo, e una mattina mentre in treno andando al lavoro scorrevo i titoli mi è cascato l’occhio su un’articolo sulla presenza delle donne scrittrici ai premi letterari. Stiamo parlando di Man Booker Prize e Pulitzer, senza contare il Nobel. Che ci siano molte meno scrittrici che scrittori premiati era evidente anche prima di leggere l’articolo. Ma la cosa interessante è che sono gli editori a non proporre i titoli scritti da donne ai premi. Perché le donne sono poche nelle long list e nelle short list. Una volta che sono riuscite ad entrare, le loro chance di vincere sono molto buone… e uno dice per forza, sono superselezionate…

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Allora la proposta di chi scriveva l’articolo era che nel 2018 tutti gli editori pubblicassero solo libri scritti da donne, in modo da ribilanciare il mercato di partenza… a bold proposal, ma un piccolo editore, And other stories, il giorno dopo aveva già accettato la sfida!

E poi mi sono ricordata che tempo fa avevo scritto un post, proprio qui su ciabattine, in cui dicevo che chissà perché, esiste la categoria “lettura femminile” ma non quella “lettura maschile”. E che di conseguenza “letteratura femminile” non indica la grande letteratura, ma un genere minore, appena degno di essere pubblicato… E che questo è particolarmente curioso considerato che è arcinoto che sono le donne quelle che leggono. Detto un po’ grossolanamente, gli uomini o sono topi di biblioteca oppure i libri non sanno neanche cosa sono…

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E’ vero che gli uomini leggono meno delle donne in tutti i paesi del mondo. Ma guarda caso è proprio in Gran Bretagna, paese delle suffragette, che viene questa proposta rivoluzionaria ma in modo soft… c’è qualche editore italiano che vuole fare come loro? Agli ardui la postera sentenza!

By the way, nella cinquina dello Strega c’è Chi manda le onde di Fabio Genovesi. Io ne avevo parlato proprio su ciabattine, perché mi era piaciuto molto. E ora sono proprio contenta di vedere questo bel libro vincere lo Strega Giovani e concorrere al più importante premio italiano!

Buona giornata e buona lettura!

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