Natale in città: per una Milano da respirare! Reloaded

Dopo la notizia di ieri sera con cui il Comune di Milano, con una delibera ad hoc, applicherà il blocco totale del traffico veicolare dal 28 al 30/12/2015 (ma solo dalle 10 alle 16, e con una lunga serie di deroghe), riproponiamo una versione aggiornata dell’articolo di ieri che illustra la situazione del “clima” che circola in città.

E’ inutile ricordare come una coltre di smog e grigio ancora oggi continui a soffocare la nostra città da quasi due mesi. E altrettanto inutile è invocare alibi come la bassa pressione, le condizioni climatiche e la posizione sfavorevole dell’intera area omogenea del catino della Pianura Padana!

Per decenni abbiamo sentito le stesse cose a ogni innalzamento del valori della concentrazione del PM10 e quindi tutte queste analisi sono ormai considerazioni trite e ritrite. La verità è che il nostro è stato un sindaco fortunato perché per tre anni ha beneficiato di inverni favorevoli in cui le condizioni climatiche hanno allontanato il problema dello sforamento della soglia consentita dalla UE e dalla Regione Lombardia (che ha già in passato aveva ritoccato all’insù i limiti consentiti) dei particolati!

Oggi però i nodi vengono al pettine e appare chiaro che nessuno si sia occupato del problema. Già. Il Comune di Milano, ancor più della Regione Lombardia, è apparso distratto sulle politiche ambientali, poiché i picchi maggiori ci sono e si stanno toccando, come dimostrano i rilevamenti delle centraline ARPA collocate in centro, proprio in città. E siamo consci anche del fatto che le politiche ambientali si costruiscano giorno per giorno, non solo allo scattare dell’emergenza!!

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Allora partiamo dall’inizio, ovvero da quando – prima dell’elezione dell’ultimo sindaco – ai cittadini erano state promesse parecchie cose:

ALLARGAMENTO DI AREA C alla seconda cerchia, garantiendo che il traffico veicolare sarebbe diminuito sensibilmente (e non per effetto della crisi!
– incentivazione del TRASPORTO PUBBLICO LOCALE (in realtà, per effetto del dissesto finanziario di ATM molte linee di superficie non solo sono state assorbite da alcuni tratti di MM, ma alcune di essi sono state addirittura accorpate o soppresse!
– aumento dei km di PISTE CICLABILI (interi nuovi quartieri sono sorti senza uno straccio di pista ciclabile che sarebbe potuta nascere a costo zero, anche a scomputo di oneri di urbanizzazione!
– delocalizzazione delle attività dei GROSSISTI (soprattutto quelli cinesi per l’area Sarpi-Arena) a Lachiarella.

Non è poco mi pare, ma si sa che i fatti, come ci ha insegnato negli ultimi anni la politica, difficilmente seguono alle promesse. A tal proposito, permettetemi un appunto: il nostro sindaco ha impostato la sua carriera politica sui temi dell’ecologia, e dunque operare per la salvaguardia ambientale dovrebbe far parte del suo DNA. Ecco che il taglio di centinaia di alberi, giustificati dall’insopprimibile necessità di scavare per la posa della linea metropolitana appare davvero discutibile sia sul piano ideologico (per le ragioni prima esposte) sia a livello pianificatorio (si potevano trovare alternative al percorso soprattutto sull’asse di Porta Vittoria, approfittando degli spazi lasciati liberi dalle aree attigue agli scali
ferroviari dismessi) e sia a livello civico (riuscendo a compattare interi quartieri e a moltiplicare le associazioni di cittadini contro tali decisioni.
Forse questo presunto progresso potrebbe aspettare, soprattutto in tempo di spending review e nelle more di una crisi finanziaria in cui versano le casse del Comune.

Uno degli alberi da abbattere (o già abbattutto). Foto da giornimoderni.donnamoderna.it

Uno degli alberi da abbattere (o già abbattutto). Foto da giornimoderni.donnamoderna.it

E c’è ancora un altro punto da considerare, che è il CONSUMO DEL SUOLO delle aree dismesse (con il via libera a nuovi progetti speculativi), che sarebbero, se ben valorizzate, vera risorsa e forma di compensazione per l’eccessiva cementificazione a cui è stata sottoposta la città negli ultimi decenni.
Le dimissioni dell’assessore all’urbanistica, sorda a qualunque richiesta dei cittadini e la partita persa degli scali ferroviari, dovrebbe far riflettere su come lo sviluppo di questa città non può e non deve passare solo attraverso l’edilizia (settore che più di tutti ha sopportato la crisi). E più che mai appare stringente una green belt, capace di far “respirare” almeno un po’ questa città, una zona di rispetto che ci protegga dalle esondazioni dei fiumi, da un eccessivo carico di traffico su gomma o dalla povertà del verde (anche qualitativamente!) per i suoi tanti bambini.

L'anello ferroviario intorno alla città con i relativi scali dismessi a disposizione (fonte Comune di Milano)

L’anello ferroviario intorno alla città con i relativi scali dismessi a disposizione (fonte Comune di Milano)

Chiudiamo in ultimo con le passate e tanto vituperate “domeniche ecologiche” che le giunte precedenti distribuivano nell’arco dell’anno e che puntualmente venivano criticate come misure tampone. Ma anche queste negli ultimi giorni avrebbero dato un segnale, un segnale educativo oltre che di civiltà. Questa proposta, come quella delle giornate con targhe alterne o della necessità di un fermo totale del traffico, sotto Natale sarebbero forse stato un schiaffo troppo grande al rilancio dei consumi! Tant’è, la situazione rimane stagnante come l’aria mefitica che aleggia sopra le nostre teste.

 

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