Ma quanto mi va di moda a Milano il mio bambino

La prima moda è proprio il tema stesso, perché in rete ne ho lette delle belle, e così ne ho approfittato per saperne di più anche intervistando un paio di amiche. Come vive un bambino à la page oggi nella nostra metropoli? Partendo dall’assunto che le scelte sono genitoriali, ricordo di aver parlato tempo fa di madri (e padri) ingombranti nel post “Se la mamma è troppa”, sempre cercando di non essere io la prima a scagliare gran pietre visto che rientro nella categoria avendo una figlia. Però sul web girano alcuni racconti, tra cui anche quello di un post del Corriere condiviso pure dai nostri amici sempre aggiornatissimi di Milanoperibambini.it, in cui si compilano decaloghi sui perfetti milanesini DOC.

Le mamme milanesi come Sienna Miller: mai senza passeggino Bugaboo

Le mamme milanesi come Sienna Miller: mai senza passeggino Bugaboo

Di chi stiamo parlando? Nomen omen, dicevano i latini… per cominciare sono ultrachic, leggo, i doppi nomi: per le femmine accompagnati da Maria, come Elena Maria e per i maschi da Giuseppe, tipo Leonardo Giuseppe. Non posso esimermi dal citare anche alcune curiosità, per usare un eufemismo, di cui ho saputo con mio totale stupore dalla rete: che ne pensate di Falcone o Kennedy, oppure Sefora (e neanche con “ph”) e Zara Chanelle? Passem innanz, che è meglio. Insomma, fin dalla più verde età, per i bambini a Milano vale il proverbio “c’è chi scende e c’è chi sale”. Perché i soli passeggini in voga, guai a non averli, sono quelli bassi – Bugaboo, che già nel claim pubblicitario sono modaioli “creatori di mobilità”! – con ruote quasi da jeep, bimbo altezza marmitte auto, o quelli altissimi, della Stokke. Quando poi cominciano i primi passi, fin dai più teneri numeri di piede, si calza firmato: sono tornate alla grande le “Stan Smith” Adidas, per tutte le taglie.

Le Stan Smith Adidas sono ai piedi dei bimbi fin da piccini, pazienza se il piedino cresce km in pochi mesi...

Le Stan Smith Adidas sono ai piedi dei bimbi fin da piccini, pazienza se il piedino cresce km in pochi mesi…

Visto che nei primissimi anni sono scelte puramente del genitore, poi provino a lamentarsi mamme e papà quando il pargolo, cresciuto, pretende solo griffe. D’ordinanza, mi dicono, anche loden e ray-ban come negli anni ’70 (sì, però dalla scuola elementare in su!). Ma a parte il look, la mia amica Ilaria, mamma di Samuele di 3 anni, mi racconta della sua esperienza nel comitato mensa della scuola materna. Gli anni passano, mi sembra di capire, e le madri diventano sempre più barricadere. Ma aggiungerei, per questioni a parer mio assorbite un po’ acriticamente dall’informazione… Insomma, alla prima riunione la mia amica si è trovata a una sorta di riunione di condominio, quando volano coltelli ognidove: le madri, riferisce, erano diventate spietate e sanguinarie quando si è parlato di 1.wurstel, 2.frutta e verdura surgelata, 3.olio di palma, presente in quasi tutte le merendine.

no all'olio di palma, sì al bio, è l'urlo di guerra delle mamme ai comitati mensa

no all’olio di palma, sì al bio, è l’urlo di guerra delle mamme ai comitati mensa

Tolto che la verdura e la frutta surgelata sono più sicure per preparare su larga scala tonnellate di preparazioni fresche (dicono i nutrizionisti), la crociata mammesca anti olio di palma, ormai ben nota, arriva buonultima dopo l’archiviazione della margarina. E per di più, ci vediamo costretti a dire addio anche ad Antonio Banderas e alla sue conversazioni con la gallina, visto che tutte le merendine sono bandite dal regno.

Addio al povero Banderas e alle merendine fuori moda, a consolarlo solo 4 galline spennacchiate

Addio al povero Banderas e alle merendine fuori moda, a consolarlo solo 4 galline spennacchiate

Ma allora cosa mangia il bimbo uptodate? Bio bio bio… Come bio comanda e basta! Chi non è 100% bio è out! Personalmente ho dei dubbi sui prodotti bio oggi in commercio, ma vedrò di farmi un chilo di fatti miei. Non vale tutta questa attenzione quando si festeggia il compleanno del bimbo e si ricorre al cake design: non sei nessuno se non hai una torta supercostruitissima e plasticona con i personaggi dei cartoni del momento, come i Minions tanto per dire.

Una festa non è una festa senza una torta stile cake design

Una festa non è una festa senza una torta stile cake design

La mia amica Francesca, mamma di Carlotta e Veronica, mi dice che le figlie partecipano a tante festine (di nuovo un eufemismo) che quando sono molto basic prevedono un animatore o un trucca-bimbi, ma il livello sale se il party – che immagino si chiami “evento” anche se si tratta di pargoli – si tiene al BioLab nel Museo di Storia e Scienze Naturali o al Paleo Lab, che ha sede là dove quando ero piccina c’era lo zoo e le gabbie degli animali.

Feste al BioLab del Museo di Storia e Scienze Naturali (photo: www.assodidatticamuseale.it)

Feste al BioLab del Museo di Storia e Scienze Naturali (photo: http://www.assodidatticamuseale.it)

La morale? Una giocata tra amichetti mai e poi mai! Ci si diverte se intanto si impara, si capisce, si condivide… Intanto che i bambini sono OCCUPATI, le mamme si passano tante belle informazioni OVVIAMENTE via gruppi su Whatsapp, dai gruppi di classe, a quelli mensa, e giù una caterva di foto proprio anche in occasione delle feste dei figlioli. Avrei ancora da raccontare per ore dei corsi…. Già da secoli è un peccato mortale se un bambino passa durante il pomeriggio 5-10 minuti nel “dolce far niente”, quindi si moltiplicano i corsi di lingue straniere (ora anche esotiche) poco dopo il gattonamento e poi corsi di cucina, disegno creativo, circo…

Ci vuole anche un bel corso di circo! così da grande...? (photo: circofortunach)

Ci vuole anche un bel corso di circo! così da grande…? (photo: circofortunach)

… se non sei una mamma di questo tipo sotto sotto sotto sotto ti senti inadeguata. Ricordo ancora quando con la madre della migliore amica di mia figlia mi interrogavo, in prima asilo, se partire subito di slancio, come mi suggerivano con insistenza altre amiche, con un bel corso d’inglese per le bambine, la sua risposta fu lapidaria: “non so la tua, ma la mia l’anno prossimo non va a lavorare”.

ps grazie a Ilaria e Francesca, mamme intelligenti

 

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