In principio era un borgo agricolo. Poi il Parco Forlanini. E da oggi il Grande Forlanini!

Con le prime belle giornate di sole della prossima primavera-estate, quando il tempo diventerà più mite, sarà più gradevole passare del tempo all’aria aperta. Ma per le famiglie milanesi quest’anno sarà ancora più piacevole, non dovendo affrontare un lungo viaggio, perchè la gita sarà possibile farla in un parco ai limiti dei confini urbani: il Forlanini!.. Dove città e campagna si sfiorano e soprattutto dove la vera e straordinaria novità sta nell’ampliamento della sua area (oggi di 750.000 mq, che in estensione dovrebbe superare i 3 milioni di mq).

L''estensione del parco Forlanini oggi.

L’estensione del parco Forlanini oggi.

Ma vediamo in cosa consisterà questo ampliamento: si renderanno fruibili i campi agricoli racchiusi tra via Tucidide/Corelli e viale Forlanini e via Cavriana e soprattutto le aree lungo il fiume Lambro. Ma soprattutto il grande parco collegherà, attraverso l’arteria Plebisciti/Indipendenza, il centro città con l’Idroscalo. Tre nuovi chilometri di percorso ciclabile creeranno non solo un anello per migliorare la fruibilità degli spazi ma consentiranno soprattutto a ciclisti, sportivi e pedoni di riscoprire anche il grande patrimonio agricolo e monumentale rappresentato dalle antiche cascine.

Diverrà insomma, secondo un recente progetto comunale, da parco periferico circondato da aree dismesse o agricole di frangia, ad un continuum vasto, una grande area verde che travalica i confini creati fino ad ora dalle infrastrutture che la città ha imposto col tempo a questo angolo di campagna (la tangenziale a Ovest, l’idroscalo a Est, lo scalo ferroviario tra l’Ortica e Segrate a Nord e l’area aeroportuale di Linate a Sud).

tavola tecnica del masterplan del Comune di Milano con cui si descrive l'ampliamento dei confini del nuovo parco.

Tavola tecnica del masterplan del Comune di Milano con cui si descrive l’ampliamento dei confini del nuovo parco.

Nei giorni scorsi è stato approvato dalla Giunta comunale il masterplan del Grande Parco Forlanini e contemporaneamente sono cominciati i lavori di sistemazione dei tracciati campestri esistenti, per poterli utilizzare anche come percorsi ciclabili e pedonali. Questa nuova fruibilità riguarda la parte ovest del parco, quella che anticamente era conosciuta come borgo di Cavriano, tra la via omonima sino al viadotto della tangenziale est.

Parte dell'antico borgo con la cascina Cavriana, rappresentata nelle mappe del catasto teresiano metà sec XVIII

Parte dell’antico borgo con la cascina Cavriana, rappresentata nelle mappe del catasto teresiano metà sec XVIII

Di questo piccolo abitato rurale è rimasto ben poco se non la via Cavriana stessa, la storica strada di comunicazione e qualche antica e malandata cascina tra i borghi di Monlué e Lambrate. Una porzione di città quindi di grande valore, sia dal punto di vista storico-monumentale sia per la persistenza di alcuni nuclei agricoli come la Cascina Cavriana , la Cascina Sant’Ambrogio (o ambrogino), la Cascina Taverna, la Cascina Casanova o la Cascina Case Nuove sulla Via Corelli. Ma è un luogo fatto anche di centri sportivi (come il Saini), di specchi d’acqua, caratterizzato pure dal parco canile/gattile, e che accoglie inoltre  insediamenti produttivi (alcuni dismessi), oltre alla centrale di teleriscaldamento che alimenta molta parte della città e, per ora, all’ingombrante presenza dei cantieri per la realizzazione della linea M4.

La località e la parte della Via Cavriana che attraversa il parco

La località e la parte della Via Cavriana che attraversa il parco

Si annuncia insomma la realizzazione di un parco metropolitano continuo, dalla città all’Idroscalo e con collegamenti verso l’ampio sistema verde di Segrate o verso San Donato Milanese. Un’area che ha come filo conduttore il fiume Lambro e che può rappresentare finalmente per la città, non più un convogliatore di scarichi ma una vera via ecologica di scala regionale, con la formazione di un corridoio urbano dal Parco Lambro al Parco Agricolo Sud Milano.

Scorcio tra Forlanini e Monluè

Scorcio delle aree verdi tra Forlanini e Monluè

I lavori per creare il grande Forlanini si presentano facili, perché dovrebbero autogenerarsi semplicemente ricucendo insieme realtà già esistenti, utilizzando tutte le risorse già insediate e che occorre far collaborare per “far sistema”. Un progetto che tuttavia appare anche problematico poiché con la presenza del lungo e invasivo cantiere dell’M4 lungo il viale omonimo, si concretizza pure come una misura di mitigazione degli impatti ecologici ingenerati dagli scavi, dal traffico e dallo sradicamento di alcune aree a verde dietro Viale Argonne. Così si metteranno in campo opere di riqualificazione ambientale che permetteranno di sistemare e attraversare il viadotto della tangenziale e realizzare un ponte ciclopedonale sul Lambro, per collegare la parte finale di Viale Argonne con l’Idroscalo attraversando gli spazi dell’attuale parco Forlanini, connettendo lo stesso con il centro sportivo Saini e la fiera di Novegro.

Un altro scorcio del parco Forlanini con un boschetto di pioppi

Un altro scorcio con un boschetto di pioppi

La costruzione del grande parco è un’occasione rilevante per le sue potenzialità ecologiche di “respiro” delle periferie. Il parco nasce peraltro dopo 15 anni di incubazione di un impegnativo concorso internazionale, che non è mai stato attuato per mancanza di risorse, e dalla collaborazione tra Comune, associazioni (Associazione Grande Parco Forlanini), università (Politecnico di Milano), Fondazione Cariplo, agricoltori e cittadini.

Una tavola tecnica del masterplan del Comune di Milano che mette in evidenza il ruolo di cerniera tra la città e l'Idroscalo e con il corridoio ecologico del fiume Lambro

Una tavola tecnica del masterplan del Comune di Milano che mette in evidenza il ruolo di cerniera tra la città e l’Idroscalo e con il corridoio ecologico del fiume Lambro

L’appuntamento allora è fissato per la bella stagione al Parco Forlanini, magari con un bel cesto da pic-nic!

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