4 marzo 1943. Un ricordo di Lucio Dalla che percorre tutta l’Italia, dal sud fino a Milano.

Sono passati 45 anni. Da quando Lucio Dalla salì sul palcoscenico del Festivàl (come diceva Mike Bongiorno) di Sanremo per interpretare la splendida 4 marzo 1943 con cui si aggiudicò solo il terzo posto ma una fama stellare.

Lucio al Festival di Sanremo nel '71, quando lanciò 4 marzo 1943

Lucio al Festival di Sanremo nel ’71, quando lanciò 4 marzo 1943

Come tutti sanno la data è quella della sua nascita, che ricorre proprio oggi e che vogliamo celebrare a modo nostro. Vi anticipiamo che la nostra dedica speciale è rappresentata da una ricetta delle sue più amate, rivisitata alla milanese dalla nostra amica chef Mariangela Marchesi di Cucina Cre-Attiva. Ma prima concediamoci un percorso dal sud al nord Italia, un road-show di piccole memorie, a braccetto con Lucio, toccando solo una minimissima parte dei luoghi che lo ricordano e rappresentano.

Milo, alle pendici dell’Etna.

Qui Dalla non solo aveva casa e come vicino si ritrovava Franco Battiato, ma in queste campagne produceva un vino che aveva chiamato “Stronzetto dell’Etna”. Quando Carmelo Bene aveva preso una sbronza con questo stesso vino, presentando il cantante a una premiazione la sera dopo, l’aveva appellato “quello stronzetto di Lucio Dalla”. E quel bell’originale di Lucio aveva segnato il nome al volo.

La villa siciliana di Lucio Dalla alle pendici dell'Etna

La villa siciliana di Lucio Dalla alle pendici dell’Etna

Manfredonia in Puglia.

Il leggendario 45 giri di 4 marzo 1943, in copertina riportava una foto del porto di Manfredonia in bianco e nero, dove il cantante trascorreva fin da piccolo le vacanze estive con la madre. E di una madre sola con il proprio figlioletto, in un porto, parla proprio la canzone, le cui parole firmate da Paola Pallottino meritarono tra l’altro a Sanremo il premio per il miglior testo della giuria presieduta nientepopodimeno che da Mario Soldati. Nella foto, una freccia segnala il palazzo dove Lucio alloggiava d’abitudine.

La copertina del 45 giri 4 marzo 1943, con il porto di Manfredonia

La copertina del 45 giri 4 marzo 1943, con il porto di Manfredonia

Napoli e Sorrento.

Adorava tanto Napoli quanto il dialetto napoletano. Affermò “Io non posso fare a meno almeno due o tre volte al giorno di sognare di essere a Napoli. Sono dodici anni che studio tre ore alla settimana il napoletano [….], per poter parlare e ragionare come ragionano loro da millenni.”

Un ricordo trovato in rete di Lucio e del suo amore per Napoli

Un ricordo trovato in rete di Lucio e del suo amore per Napoli

A Sorrento invece soggiornò per un guasto alla barca nella stanza dell’hotel dove anni prima aveva dormito il tenore Enrico Caruso prima di morire. I proprietari dell’albergo gli raccontarono di lui e della sua passione per un ragazzo suo allievo. Da questi ricordi, Lucio trasse l’idea di scrivere il capolavoro “Caruso”.

Bologna.

In questo caso, i riferimenti e gli aneddoti sarebbero troppi. Si può dire semplicemente che Lucio Dalla era Bologna. Era la sua Piazza Grande – ovvero la Piazza Maggiore -, ricordata nella splendida canzone che porta il suo nome.

Piazza Maggiore, la "Piazza Grande" di Lucio Dalla (photo: www.notizie.it)

Piazza Maggiore, la “Piazza Grande” di Lucio Dalla (photo: http://www.notizie.it)

Ma un bolognese, può non essere un buongustaio? Tutti lo rammentano come un uomo moderato in fatto di appetito, ma di certo aveva le sue passioni. Presso il ristorante tradizionale Nello, era veramente di casa. E il peccato di gola che di tanto in tanto si concedeva era la Gramigna con salsiccia e funghi, piatto tipico della cucina di quel famoso ristorante.

Milano.

Quella che lui, nella canzone che si intitola come la metropoli, aveva detto “Milano vicino all’Europa”. Questa volta Ciabattine si autorizza il diritto di rappresentare la città, con un omaggio, come anticipato, gastronomico. Cucina Cre-Attiva propone infatti la ricetta che lui amava tanto (vedi capitolo “Bologna”) milanesizzata! Ovvero: Gramigna RISOTTATA con funghi e luganega lodigiana.

La Gramigna RISOTTATA di Cucina Cre-attiva

La Gramigna RISOTTATA di Cucina Cre-attiva

Il procedimento vi attende sul sito della nostra amica chef Mariangela, ma vi anticipiamo qualche passaggio: un soffritto con scalogno e luganega, poi i porcini e un po’ di rosmarino tagliato a coltello, infine la pasta che si cuoce come il risotto direttamente in pentola, aggiungendo acqua calda poco per volta. Sì, risottata, appunto!

Il posto di Lucio adesso.

Personalmente io me lo immagino così, come dice una delle più poetiche delle sue canzoni (la Casa in Riva al Mare), in realtà una delle prime, forse un po’ meno conosciuta di altre. Ma davvero splendida. Io penso sia lì, in mezzo al blu.

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