Ti piace vivere leggero?

Quando stavo per apprestarmi a scrivere questo post mi è caduto l’occhio su una notizia pubblicata su ANSA.it: parlava della scoperta da parte di ricercatori dell’Università dei Paesi Baschi di una nuovissima pellicola green per avvolgere alimenti. È biodegradabile al 100% e deriva dai crostacei, e potrebbe aiutare in futuro a ridurre sensibilmente i rifiuti di plastica!

Neanche a farlo apposta, oggi avevo proprio voglia di parlarvi di una tendenza molto interessante e soprattutto capace di alleggerire parecchio la nostra vita rispetto a un oneroso problema (tanti se ne lagnano in città anche per questioni relative alle tasse “salate”): la riduzione dei rifiuti. C’è un ente di ricerca ambientale, Ecologos, che ha pensato di minimizzare sì i rifiuti, ma non quando sono già stati prodotti, bensì alla fonte! Questa è l’idea innovativa! In pratica, ha dato vita a un progetto che si è concretizzato in una rete di negozi (molti nella zona di Torino) dove fare la spesa completamente SFUSA. Il Negozio Leggero.

Il Negozio Leggero: qui si vede proprio chiaramente come si può fare la spesa alla spina

Il Negozio Leggero: qui si vede proprio chiaramente come si può fare la spesa alla spina

A Milano per ora c’è un solo punto vendita ed è in via Anfossi: ieri mi ha ricevuto Daniela (al Negozio Leggero la vendita è assistita come una volta, da personale, come lei, ben preparato e formato. E gentile!!), con cui ho parlato di questa bella e innovativa esperienza in tema di acquisti. Fare la spesa alla spina, spiega, vuol dire presentarsi con i propri contenitori (o comprarli la prima volta) e poi ricaricarli di vari tipi di prodotti, dal vino e dalla birra alla pasta e al riso, dai detersivi ai cosmetici, dalle spezie ai legumi, ai thé, alle zuppe… Ci sono più di 500 prodotti nudi, o per meglio dire “disimballati”, tutti molto selezionati in tema di filiera corta e di qualità.

Ecco alcuni dei prodotti che si vendono sfusi

Ecco alcuni dei prodotti che si vendono sfusi

Certo, io sono una pubblicitaria e i packaging li ho sempre studiati, anzi, sono io la prima a farmi allettare da una bella confezione. Ma quest’idea così forte e intelligente nei contenuti, così leggera nei prezzi (perché non paghi ovviamente brand e imballi) e nell’ecoconcezione, mi piace molto. E l’ho scelta da tempo, acquistando oltre alla spesa, anche originali pacchi dono (in sacchetti di carta leggerissimi!)

E c'è anche l'ecocosmesi proposta con prodotti... "nudi"!

E c’è anche l’ecocosmesi proposta con prodotti… “nudi”!

In più vorrei aggiungere un’annotazione che si inserisce al meglio nella nostra rubrica “Milano by Morning”: un gustoso appuntamento, qui, attende ogni mattina i milanesi alle ore 11. Il Panificio Grazioli, un produttore del Parco Agricolo Sud, consegna i suoi diversi, buonissimi e supernaturali tipi di pane a base di lievito madre e farine biologiche, macinate a pietra. Ieri ho comprato il “Pane Rubato”, ma c’è anche quello al Farro, ai 5 Cereali e persino il Pan Tranvai di cui ci ha parlato poco tempo fa il nostro Errerrearchitetto.

E per la Milano by Morning ecco l'appuntamento quotidiano delle 11 con il pane prodotto con lievito madre e farine macinate a pietra

E per la Milano by Morning ecco l’appuntamento quotidiano delle 11 con il pane prodotto con lievito madre e farine macinate a pietra del Panificio Grazioli

Daniela poi mi ha raccontato che il Negozio Leggero propone anche dei corsi: a febbraio ci sarà quello sull’ecocosmesi e quello sulla panificazione (io andrò certamente a mettere le mani in pasta!). Infine le ho chiesto se voleva narrarmi qualche aneddoto curioso: tra i moltissimi che le capitano quotidianamente, ha ricordato il cliente che ha chiesto… farina di ghianda di quercia! E non per impastare (che già ci pareva strano), bensì per friggere… E che dire del tipo che le ha chiesto carta igienica sfusa?? Data la “contenuta” richiesta, forse Daniela in questo tempo di gran crisi, è stata tra i pochi a incontrare un vero bisognoso…  di piccolissime pretese.

Happy popping: tutto quello che avreste voluto condividere e non avete mai osato chiedere.

Condividere o non condividere, questo è il problema. Sono matematicamente certa che oggi il buon Shakespeare riscriverebbe il famoso monologo di Amleto così. Perché ora la condivisione è tutto, sia “social” sia… sociale, a tutti i livelli. E Milano by Morning, la rubrica delle curiosità diurne milanesi, lo può ben confermare. Proponendovi una condivisione “dal vivo” (non la solita condivisione sui social media di foto/parole/canzoni eccetera), un’esperienza che abbraccia un po’ tutti, ma in prima battute mamme e bimbi. Sono proprio le mamme, si sa, ad aver dato vita a una community digitale immensa, per mettere in comune problemi e racconti quotidiani, e non vivere “in solitaria” l’avventura della maternità. E pensando a loro sono nati piacevoli spazi di aggregazione, dove ritrovarsi e vivere insieme ciò che si farebbe a casa propria, talvolta sentendosi un po’ isolate. Una delle attività da condividere? La poppata! A Milano in breve tempo si sono moltiplicati i luoghi che accolgono mamme e neonati, targati “Happy Popping”, ove allattare e cambiare il pannolino. Non solo Ikea, ma anche bar, ristoranti, cinema e musei: per sapere quali sono basta cercare la vetrofania che vi indichiamo qui di seguito.

Ecco la vetrofania che segnala i luoghi della "poppata felice" anche in compagnia di altre mamme

Ecco la vetrofania che segnala i luoghi della “poppata felice” anche in compagnia di altre mamme

Ma Laura-Dì, per le mattine Ciabattine, ovvero Milano by Morning, ha fatto un passo in più: ha trovato uno spazio cittadino che fa davvero della condivisione il suo leit-motiv. Si chiama Mamusca, e la mascotte è una matrioska: sì, perché al suo interno sono racchiuse tante idee realizzate in concreto. Non più sole, le mamme si trovano la mattina nella parte retrostante del negozio per allattare e ancor più per raccontarsi l’esperienza di madri così come di donne, di lavoratrici, di compagne. E i piccoli colgono di sicuro vibrazioni positive, assaggiando anche la prima esperienza di socializzazione. In aggiunta Mamusca ha una simpatica caffetteria, la libreria “Libri di Luna”.. e i bambini possono divertirsi con giochi tutti di legno realizzati in Italia e nel pomeriggio ritrovarsi anche per fare i compiti. Anche le superfici dei tavoli ripropongono giochi classici intelligenti…

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Photo: Laura Donati

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Photo: Laura Donati

L’età di Mamusca è molto vicina a quella dei bimbi: ha appena festeggiato il suo primo anno di vita. E per celebrarlo? Tutti gli amici del quartiere hanno condiviso (ancora una volta!) di tutto: nelle strade hanno portato tavoli, sedie, cibo, qui è intervenuta anche la celebre Banda degli Ottoni a Scoppio e sempre sotto il segno del “progettare insieme” Paola della Pergola (vi ricordate la signora che guida nella tintura con le foglie?) ha sferruzzato in buona compagnia realizzando metri e metri di filato. Con questo hanno rivestito a festa gli alberi e i pali della luce delle vie: un ornamento che più di ogni altro ha testimoniato il calore della condivisione!

Sferruzzare & condividere: così si sono prodotti i filati per vestire a festa il quartiere

Sferruzzare & condividere: così si sono prodotti i filati per vestire a festa il quartiere (photo:Laura Donati)

Anche i pali fanno la loro bella figura (photo:Laura Donati)

Anche i pali fanno la loro bella figura (photo:Laura Donati)

P.S. per un “incontro ravvicinato” con Mamusca, trovate tutte le info qui: http://www.mamusca.it

 

E domani… Gooooood morning Milaaaano!

Un piccolo memo: domani torna la mattina Ciabattina con la rubrica Milano by Morning, quella un po’ “di servizio”, che vi racconta le curiosità da scoprire e le attività da fare a Milano nelle ore antimeridiane, o comunque diurne (perchè della Milano by Night si parla già tantissimo!). Al fianco di Ciabattinadx c’è sempre Laura-Dì, che in giro per la città trova le idee utili per tutti. Allora a domani, al grido di……….. con piacere lo faccio dire all’indimenticabile Robin Williams, che qui prende in prestito anche la voce dell’amico Giuseppe Ardia.

 

La prima mattina Ciabattina: andar per foglie e farne di tutte le tinte

Le luminose mattinate a Milano, di questi ultimi giorni. Foglie, e poi foglie, e foglie ancora. E un’idea per trasformare il bello dell’autunno in qualcosa di utile. Milano by Morning comincia così!

Si comincia raccogliendo le foglie... (photo: Luigi Alloni)

Si comincia raccogliendo le foglie… (photo: Luigi Alloni)

Vi ricordate l’anticipazione di settimana scorsa? Questa nuova rubrica vuole essere un po’ di servizio, suggerire spunti, segnalare curiosità e anche fare piccole cronache di ciò che accade la mattina a Milano, un po’ diversamente dal solito, visto che comunemente si celebra la Milano by Night. E allora cominciamo dalla prima Mattina Ciabattina. Come? Approfittando di questo (speriamo) splendido autunno. Che ci regalerà, come ogni anno, quintalate di ottima materia prima: le foglie! Sì, perché l’idea è quella di trascorrere una mattinata raccogliendo foglie, gusci e altre materiali della Natura per poi trasformarli in tintura naturale.

Guidati dalle mani esperte di Paola, le scoperte mattiniere si moltiplicano

Guidati da mani esperte, le scoperte mattiniere si moltiplicano (Photo: Laura Donati)

Laura- dì, che vi ho presentato virtualmente settimana scorsa e che mi aiuta scovando idee simpatiche  in giro per la metropoli, mi ha raccontato di un’amica sua, che tra le molte interessanti attività, invita a tingere i filati naturali con le piante. Allora immaginate una mattina così: passeggiando con Paola della Pergola, così si chiama questa esperta e appassionata signora amica di Laura-dì, potrete imbattervi in una notevole quantità di piante; ne raccoglierete le foglie ma anche le cortecce, le bacche e i gusci di frutti, per poi ricavarne, la mattina seguente nel laboratorio di Paola, tinture tutte naturali per vostri i tessuti o indumenti. La proposta è nuova, ma ha un sapore antico, non solo perché così si faceva un tempo, ma anche perché Milano tradizionalmente era ricca di piante tintorie, e in più in Lombardia le filande si moltiplicavano, anche in funzione dell’abbondanza delle materie prime per filati, come gli allevamenti ovini e quelli di bachi da seta. Forse non molti sanno che anche Ludovico il Moro deve il nome non al colore della sua pelle, quanto al fatto che avesse introdotto nella Lombardia rinascimentale i gelsi neri per la coltivazione del baco. A queste attività si applicò la perizia nelle tinture: quante tonalità naturali, dai gialli più tenui come quelli delle tuniche delle cipolle, delle foglie di piantaggine e di pomodoro, all’écru dei gusci spinosi dell’ippocastano, al nocciola dell’edera, al verdino dell’ortica fino alle sfumature violette delle more di gelsi e delle bacche di Sambuco… Oggi come oggi si usa persino il nerissimo Riso Venere!

Una delle piante più consigliate per la tintura è il Verbasco

Una delle piante più consigliate per la tintura è il Verbasco

Tornando alla nostra mattinata, raccolte le materie prime, si va a tingere in laboratorio: i colori variano a seconda della stagione, del trattamento, del filato… una vera sperimentazione! Gratificanti sono i risultati: vantano un’invidiabile gamma di sfumature, il tutto altamente personalizzato e mai omologato. In altre parole… naturale! E naturale dovrà essere anche il filato o il tessuto del vostro indumento… ma sarete ben guidati da Paola,  se lo vorrete, che vi propone queste due mattine, una per la raccolta e una per la tintura, o dei veri corsi di tintura… a meno che non preferiate lanciarvi in un ardito fai-da-te (ma ben sostenuto da robuste informazioni, mi raccomando).

Una naturale magia: ecco uno dei passaggi della tintura

Una naturale magia: ecco uno dei passaggi della tintura

Cosa vi serve per cominciare? Non certo un’attrezzatura complicata e costosa: guanti e forbici da giardino, un paio di scarpe comode ed entusiasmo. E a tutti voi buonissima mattina Ciabattina!

N.B. Non dimenticate la fotocamera per riprendere tutte le fasi e farne dei post perfetti per ogni razza di social media così da far diventare gli amici un pelino verdi d’invidia. Ma un verde da tintura naturale, of course.

P.S. per contattare l’esperta: http://www.paoladellapergola.it