Si potrebbe andare tutti quanti allo zoo comunale. Vengo anch’io? No tu no (ormai)!

A Milano una volta c’era lo zoo…e se un bambino voleva vedere qualche animale selvaggio bastava andare ai Giardini Pubblici, quelli di Via Palestro, ma con ingresso da Via Manin….Sì! direte voi…ma gli animali erano tenuti in condizioni “disumane”, in cattività, in una maniera non degna di un paese civile… Tant’è! Ma per noi bambini degli anni ’60 e ’70, e per i nostri genitori a cui mancava questa sensibilità, questa era un’opportunità, una vera valvola di sfogo! E non solo per noi, ma per intere generazioni di bimbi milanesi.

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Chi non ricorda l’elefante che indicava la segnalazione “attenti ai borsaioli?”

Si pensi che già dagli anni Venti si era fatto strada il progetto di aprire un giardino zoologico qui, dopo aver scartato la location del Parco Sempione. E così dal 1923 furono edificati i ricoveri per lo zoo di Milano (la voliera, la fagianiera, i recinti, le gabbie dei puma, della tigre, degli orsi, dei leoni, delle scimmie) chiuso poi gradualmente negli ultimi anni ’80.

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Vecchia foto che immortala le gabbie e i ricoveri degli animali allo zoo di Milano

Oggi, per vedere un elefante, una zebra o un leone vivo si deve volare fino in Africa (mi chiedo se questo è civile, a basso impatto ambientale o tanto meno democratico se i soldi per poter portare i propri figli nella savana non li hai!). Ma niente paura, cari bambini, se non li volete vedere solo nei documentari televisivi fatevi portare dai vostri papà e mamme in uno degli innumerevoli parchi faunistici disseminati per il Nord Italia, come quelli de Le Cornelle in provincia di Bergamo, o ancor meglio nello zoo-safari nei pressi del Lago di Garda come il Parco Natura Viva di Pastrengo (VR). Devo dire che la prima impressione è di autentico sconcerto poichè dopo l’ingresso, rigorosamente in auto, sei incanalato in un circuito, dove dal finestrino della tua vettura puoi osservare alcuni animali feroci liberi di scorazzare in un’estesa aiuola e sei abilitato a guidare sotto un’inebetita giraffa intenta a respirare i tuoi gas di scarico.

Le Giraffe al Parco Natura Viva (foto album Virgilio)

Le Giraffe al Parco Natura Viva (foto album Virgilio)

Ma a parte questa entrata trionfale, che di selvaggio ha pochissimo, direi che la strada percorsa e la tariffa valgono la visita! Addentrandosi nella vasta proprietà infatti la meraviglia per le innumerevoli specie allevate lascia sbigottiti. E devo dire che non sembra che gli animali se la passino poi tanto male. Sicuramente non respirano l’aria inquinata cittadina ma godono del clima temperato del lago, che non è sicuramente quello della savana o dei tropici, tuttavia non è poi così rigido e umido come quello dei Giardini Pubblici. Comunque è sicuramente una bella esperienza sia per i nostri figli che per noi, ed una bella idea di gita per trascorrere una giornata davvero diversa e divertente! Se poi ci si vuole accontentare di una passeggiata più domestica e low-cost, allora gli animali selvaggi possiamo osservarli e soprattutto farli vedere ai nostri bambini al Museo Civico di Storia Naturale sempre ai Giardini di Via Palestro.

Ingresso al Museo civico di storia naturale

Ingresso al Museo Civico di Storia Naturale

Direi che si tratta di un passaggio istituzionale per l’educazione di tutti i bambini milanesi. Spesso è l’occasione di una delle prime uscite con la classe per un’istruttiva gita scolastica, ma se ciò non è ancora avvenuto, può essere una idea di visita ad un bel museo cittadino. Seppur si tratti di un luogo della cultura di vecchia concezione, come chiunque può vedere entrando nell’enorme mole goticheggiante risalente al 1893, rappresenta ancora oggi una delle più ricche collezioni di pezzi naturalistici. Infatti sin dalla nascita ospitò buona parte degli insegnamenti e laboratori della Facoltà di Scienze e dall’eredità delle imponenti collezioni donate alla città dal naturalista ottocentesco Giuseppe De Cristoforis . Il primo direttore, Giorgio Jan, amico del fondatore, a sua volta lasciò in eredità alla nuova istituzione le sue altrettanto cospicue collezioni naturalistiche. Ben presto il museo si arricchì di ricostruzioni e diorami che ancora oggi ambientano nell’habitat di provenienza animali e piante qui esposti. Notevole fra i pezzi contenuti, oltre all’enorme scheletro di balena appeso al soffitto di uno dei più grandi saloni, è la sua biblioteca che possiede 120.000 volumi ed ha circa 4.000 abbonamenti a riviste del settore.

schema dell'evoluzione umana

schema dell’evoluzione umana

Insomma direi una proposta imperdibile per un primo approccio dei nostri bambini con la mineralogia, la paleontologia, l’origine ed evoluzione del mondo vegetale e animale nonché per la storia naturale dell’uomo. Il tutto a Milano… a pochi passi da casa. Buona visita!